Domande frequenti

Le risposte alle domande più comuni.

Tutto quello che i pazienti ci chiedono più spesso, organizzato per argomento.

Lo studio e la prima visita

Come posso prenotare una visita?
Puoi prenotare telefonando direttamente alla sede di tuo interesse: Salerno 089 711388, Roma 328 432 9677, Lioni 340 484 4095. Le visite sono sempre su appuntamento per garantire tempi dedicati e senza attese.
In quali sedi posso essere ricevuto?
Lo Studio Dentistico Cimmino ha tre sedi: Salerno (Via Posidonia 307/b), Roma (Via Gela 73, quartiere Tuscolano) e Lioni (Via Francesco Petrarca 26, Alta Irpinia). Tutte le sedi seguono lo stesso metodo clinico. I percorsi terapeutici complessi possono essere coordinati tra più sedi quando necessario.
Cosa devo portare alla prima visita?
È utile portare eventuali esami radiografici recenti (panoramica, TAC cone-beam), la lista dei farmaci assunti abitualmente e l'anamnesi di patologie rilevanti, allergie note e interventi pregressi. Se hai già un piano di cura iniziato altrove, porta la documentazione disponibile.
Quanto dura la prima visita?
In genere tra i 30 e i 45 minuti. La visita comprende un'analisi accurata della situazione clinica, eventuali esami diagnostici di primo livello e la discussione iniziale del percorso terapeutico. Il piano di cura dettagliato e il preventivo vengono illustrati al paziente al termine della valutazione.
Ogni quanto dovrei fare un controllo?
Per persone con buona salute orale, le linee guida raccomandano un controllo ogni 6 mesi. In presenza di condizioni come parodontite, impianti dentali, diabete o abitudini come il fumo, la frequenza può aumentare a ogni 3-4 mesi. L'odontoiatra personalizzerà il piano dei controlli in base al rischio individuale.

Costi, pagamenti e detrazioni fiscali

Quanto costa un trattamento specifico?
I costi delle cure odontoiatriche variano in base alla complessità clinica, ai materiali utilizzati e alla situazione specifica di ogni paziente. Per questo motivo non comunichiamo prezzi indicativi telefonicamente o online: solo dopo una visita di valutazione possiamo elaborare un piano di cura personalizzato con relativo preventivo dettagliato e trasparente, che il paziente può valutare con calma prima di accettare.
Le spese del dentista sono detraibili?
Sì. Le spese odontoiatriche sono detraibili al 19% nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF), come prestazioni sanitarie specialistiche. La detrazione si applica sull'importo che supera la franchigia di 129,11 euro, sommando tutte le spese sanitarie dell'anno (dentista, farmaci, visite, etc.). Per spese superiori a 15.493,71 euro è possibile ripartire la detrazione in 4 quote annuali.
Posso pagare in contanti per detrarre la spesa?
No. Dal 1° gennaio 2020 la detrazione del 19% delle spese sanitarie è ammessa solo se il pagamento avviene con strumenti tracciabili: bonifico, bancomat, carta di credito o di debito, carte prepagate, assegni bancari o circolari. I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione.
Lo sbiancamento dentale è detraibile?
No, gli interventi con finalità puramente estetiche (come lo sbiancamento) non rientrano tra le spese sanitarie detraibili. Sono invece detraibili tutti gli interventi finalizzati al miglioramento della salute orale: igiene professionale, conservativa, endodonzia, ortodonzia, implantologia, protesi.
Quali metodi di pagamento accettate?
Accettiamo bancomat, carte di credito e di debito, bonifico bancario e assegni. Tutte le modalità garantiscono la tracciabilità necessaria per accedere alla detrazione fiscale del 19%. Al termine di ogni prestazione viene rilasciata fattura sanitaria, che viene trasmessa al Sistema Tessera Sanitaria e appare automaticamente nel 730 precompilato.
È possibile rateizzare i costi?
Per piani di cura significativi è possibile concordare modalità di pagamento dilazionate. Le opzioni vengono illustrate al momento della presentazione del preventivo, in base alla situazione specifica del paziente.

Trattamenti e cura quotidiana

Ogni quanto devo fare l'igiene dentale professionale?
Per persone con buona salute orale e gengive sane, le linee guida internazionali raccomandano una seduta ogni 6 mesi. La frequenza può aumentare (ogni 3-4 mesi) in caso di parodontite, gengivite ricorrente, presenza di impianti dentali, diabete o abitudine al fumo. Il piano va personalizzato in base al rischio individuale.
L'igiene professionale fa male?
In condizioni di buona salute orale, la seduta è generalmente ben tollerata. Può causare un lieve fastidio in presenza di gengive infiammate o di sensibilità dentale particolare, ma la procedura si esegue senza anestesia. La rimozione del tartaro non danneggia lo smalto: al contrario, è il tartaro lasciato in sede che causa danni a denti e gengive.
Posso fare la pulizia in gravidanza?
Sì, l'igiene professionale è generalmente sicura in gravidanza ed è anzi consigliata: le variazioni ormonali aumentano il rischio di infiammazioni gengivali (gengivite gravidica). È sempre importante informare l'igienista o l'odontoiatra della gravidanza, così da personalizzare l'approccio. Per cure più complesse, il secondo trimestre è generalmente la finestra preferita.
Quanto dura un impianto dentale?
Con una corretta igiene domiciliare, sedute periodiche di controllo e una buona salute parodontale, gli impianti dentali possono durare molti anni. La durata effettiva dipende da diversi fattori: salute delle gengive, abitudini come il fumo, presenza di diabete, qualità della manutenzione professionale. L'osteointegrazione, ovvero la fusione dell'impianto con l'osso, richiede in media da 3 a 6 mesi dopo l'inserimento.
Quanto dura un trattamento di ortodonzia invisibile?
In media tra 9 e 18 mesi, in funzione della complessità del caso. Trattamenti estetici lievi su pochi denti possono richiedere meno tempo; casi più articolati richiedono periodi più lunghi. Le mascherine vanno indossate circa 22 ore al giorno per ottenere risultati prevedibili: la collaborazione del paziente è il fattore decisivo per il successo.
Quali sono i consigli per una buona igiene domiciliare?
Spazzolino dopo i pasti principali (almeno due volte al giorno) per circa 2 minuti, con dentifricio al fluoro. Filo interdentale o scovolino una volta al giorno, idealmente la sera, per pulire gli spazi tra i denti dove lo spazzolino non arriva. Cambio dello spazzolino ogni 2-3 mesi o quando le setole si deformano. Le indicazioni vanno personalizzate in base alla situazione: l'igienista durante la seduta professionale fornisce consigli specifici.

Bambini e prima infanzia

A che età portare il bambino dal dentista la prima volta?
Le linee guida nazionali del Ministero della Salute e della SIOI (Società Italiana di Odontoiatria Infantile) raccomandano la prima visita tra i 2 e i 3 anni di età, anche in assenza di sintomi. Iniziare presto aiuta il bambino a vivere il dentista come un'esperienza serena e permette di impostare un percorso di prevenzione personalizzato.
Cosa sono le sigillature dei solchi?
Le sigillature sono l'applicazione di una resina protettiva sui solchi dei denti posteriori permanenti, in particolare i primi molari che erompono intorno ai 6 anni. Sono una procedura indolore e non invasiva, e rappresentano uno dei trattamenti preventivi più efficaci in odontoiatria pediatrica per ridurre il rischio di carie sui denti permanenti appena spuntati.
Vale la pena curare i denti da latte?
Sì. I denti da latte guidano la crescita della mascella e della mandibola, mantengono lo spazio per i denti permanenti che erompono successivamente e contribuiscono alla corretta masticazione e fonazione. Carie non curate nei denti da latte possono favorire la comparsa di carie nei denti permanenti.
Mio figlio ha paura del dentista. Come posso aiutarlo?
L'approccio in studio è graduale: visite brevi, linguaggio adatto all'età, ambiente sereno. Anche i genitori hanno un ruolo importante: parlare del dentista in termini positivi (mai come "punizione" o minaccia) aiuta il bambino a viverlo serenamente. Anticipare la prima visita prima che ci sia un dolore acuto è il modo migliore per costruire un'associazione positiva.
Mio figlio ha avuto un trauma dentale, cosa devo fare?
In caso di trauma è importante contattare lo studio rapidamente per una valutazione in urgenza. Se un dente permanente si è spezzato, conserva il frammento in ambiente umido (saliva del bambino in un bicchiere, o nel latte) e portalo con te. Se un dente permanente è caduto completamente, prova a reinserirlo nella sua sede dopo aver lavato la radice tenendolo dalla corona; se non possibile, conservalo in latte o saliva e recati subito allo studio o in un pronto soccorso odontoiatrico.

Paura del dentista

È normale avere paura del dentista?
Sì, è una condizione molto comune. L'odontofobia — la paura intensa del dentista — è riconosciuta ufficialmente dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e interessa circa il 15-20% della popolazione. Molte più persone provano una forma più lieve di ansia. È un fenomeno conosciuto, non c'è nulla di cui vergognarsi: parlane apertamente all'odontoiatra durante la prima visita.
Come affrontate i pazienti con paura del dentista?
Il primo strumento è il dialogo: ascoltare il paziente, spiegare in modo chiaro cosa accadrà passo per passo, evitare sorprese. Le sedute vengono modulate in base alla tolleranza individuale, con la possibilità di fare pause. Quando indicato, il paziente può ascoltare musica con cuffie durante l'intervento. Per casi specifici si possono valutare approcci graduali, con sedute iniziali brevi e prevalentemente conoscitive.
Mi vergogno dello stato dei miei denti. È meglio aspettare?
Assolutamente no. La vergogna per la condizione dei denti è una delle ragioni più frequenti per cui le persone rimandano la visita, peggiorando però la situazione nel tempo. Un odontoiatra non giudica mai: vede situazioni molto diverse ogni giorno ed è preparato a impostare un percorso di recupero graduale, anche partendo da situazioni complesse. Più presto si interviene, più semplici sono i trattamenti necessari.
Ho paura dell'anestesia, posso evitarla?
L'anestesia locale è generalmente molto sicura e ben tollerata, e permette di eseguire la maggior parte dei trattamenti senza dolore. La paura dell'ago è frequente: ne possiamo parlare con il paziente per individuare l'approccio meno impattante. Esistono anche tecniche di anestesia topica preliminare (gel anestetico applicato sulla mucosa) che riducono la percezione della puntura.

Urgenze e situazioni particolari

Cosa fare se ho mal di denti acuto?
Contatta lo studio appena possibile per fissare una visita d'urgenza. Nell'attesa, è possibile assumere un antinfiammatorio da banco (rispettando le indicazioni del foglietto illustrativo) e fare risciacqui con acqua tiepida e sale. L'applicazione di impacchi freddi sulla guancia può aiutare a ridurre il dolore. Evita di applicare aspirina direttamente sulla gengiva: può causare ustioni chimiche.
Cosa faccio se mi cade un dente per un trauma?
Se un dente permanente cade per intero (avulsione), il tempo è critico. Recupera il dente tenendolo dalla corona (mai dalla radice), sciacqualo brevemente sotto acqua corrente senza strofinare, e prova a reinserirlo nella sua sede. Se non riesci, conservalo in latte, saliva o soluzione fisiologica e recati immediatamente allo studio o al pronto soccorso odontoiatrico più vicino. Per i denti da latte invece il reimpianto non viene generalmente eseguito.
Si è gonfiata una guancia, è grave?
Un gonfiore localizzato del viso può indicare un'infezione (ascesso dentale) che richiede una valutazione tempestiva. In caso di gonfiore che si estende, difficoltà respiratorie, deglutizione difficoltosa o febbre alta, recati subito in pronto soccorso. Per situazioni meno acute, contatta lo studio il prima possibile: gli antinfiammatori da banco possono dare sollievo temporaneo ma non risolvono l'infezione, che richiede un intervento clinico.
Mi si è rotto un dente o una corona, cosa faccio?
Contatta lo studio per una visita ravvicinata. Se hai recuperato il frammento del dente o la corona staccata, conservali e portali con te: in alcuni casi è possibile reincollarli. Nel frattempo, evita di masticare sul lato interessato e cerca di non irritare la zona con cibi molto caldi, freddi o duri.
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